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    11 febbraio 2009

    Download libero, la rivoluzione della conoscenza

    Categoria: PressCom Tag:, ,

    Avanti, confessiamolo. Ognuno di noi ha utilizzato, almeno una volta, programmi di file sharing come eMule, BitTorrent, DC++ o il vecchio WinMx. Magari qualcuno avrà anche scaricato illegalmente un contenuto protetto da diritti di utilizzazione economica (l’equivalente italiano del copyright), nonostante gli anatemi della Siae e i tentativi delle major discografiche, cinematografiche e degli editori vari di bloccare il fenomeno.

    La verità è che, occorre ammetterlo, l’usanza di scaricare i contenuti senza pagarli non si fermerà. Mai.
    E il motivo è così semplice che quasi non c’è bisogno di dirlo: è il progresso, bellezza.
    Qua non stiamo parlando dei criminali informatici o dei pirati che poi rivendono i contenuti sottratti illegalmente, parliamo del libero cittadino che si procura una copia digitale di una musica, di un film o di un software. Ogni disperato tentativo di bloccare questa possibilità è andato in fumo e tutto fa pensare che l’ingegno di chi “cracca” (per i meno esperti: “aggira le protezioni”) sarà sempre un passo avanti rispetto a chi tenta di forzare il rispetto dei diritti di sfruttamento.

    Già questa considerazione sarebbe sufficiente per rivedere da capo tutto il funzionamento attuale dell’industria intellettuale e della legge sulle opere di tipo creativo. Ne aggiungo un’altra: è vero che lo scaricamento selvaggio priva i lavoratori di parte del loro giusto compenso, ma d’altro canto la possibilità per tutti (o almeno per chi disponde di collegamento a internet) di accedere a qualsiasi contenuto intellettuale è così enorme da far impallidire qualsiasi effetto collaterale negativo. E’ una novità di portata epocale, qualcosa che rivoluziona in maniera radicale e meravigliosa i meccanismi di diffusione della cultura, rendendo la distribuzione di conoscenza immensamente più democratica.

    Il dibattito è aperto.
    Invito tutti a leggere le opinioni di Wu Ming 1, che traccia per bene i contorni della questione, o sfogliare il libro di Luca Neri “La Baia dei Pirati”.

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